Carissimi,
tengo a scrivervi queste righe prima della pausa estiva.
In queste settimane il Governo sta mostrando la faccia più vera della natura politica della Lega e dei Cinque Stelle.
La Lega di Salvini, con cinismo e irresponsabilità, ha fatto montare un clima pericoloso di razzismo e intolleranza. La cosa peggiore non sono gli slogan beceri o le azioni di propaganda; la cosa peggiore è che sembra si sia data "legittimità" agli istinti peggiori della società e alle condotte più deteriori. Lo scriveva bene Antonio Polito ieri sul Corriere, si sta diffondendo "la convinzione che sia in corso una invasione ostile e organizzata, e che quindi esista una giustificazione morale se non ancora giuridica a difendersi". Episodi come quello di Aprilia o l'aggressione a Daisy Osakue, a distanza di poche ore, segnalano il rischio concreto che si perda il controllo sociale della situazione.
Ma ancor più alto e profondo è il rischio di una regressione culturale collettiva.
Non possiamo rimanere fermi a guardare, l'inerzia di oggi diventa la colpa di domani. Come singoli e come Partito Democratico abbiamo il dovere di dire, con forza, che esistono degli argini, dei confini che non possono essere valicati; esistono dei valori che non possono essere dismessi o sacrificati sull'altare di una campagna elettorale permanente.
Ma non basta il PD. Occorre una mobilitazione diffusa e una presa di coscienza collettiva. Per questo, per cominciare, abbiamo lanciato un video ( https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=kiQa-jbG0lA&app=desktop ) e invitiamo tutti a diffonderlo, replicarlo e inviarcelo, anche, se vorrete, ai miei contatti.
E' solo l'inizio di una campagna su cui intendiamo impegnarci fino in fondo.
Nel frattempo i Cinque Stelle stanno dimostrando la loro totale insipienza politica. La distanza che passa tra la demagogia di una campagna elettorale passata ad urlare contro il precariato e la capacità di governare si è manifestata plasticamente in queste ore: nel giro di una giornata sono finiti nel cassetto il tanto proclamato ritorno all'art. 18 e il cavallo di battaglia del reddito di cittadinanza. In compenso, il decreto dignità avrà come unico effetto quello di determinare la perdita del posto di lavoro per migliaia di persone. E la chiamano dignità.
Noi continuiamo ad avere un'idea ben chiara di cosa andrebbe fatto rapidamente in materia di lavoro e protezioni sociali: continuare ad abbassare il costo del lavoro a tempo indeterminato e potenziare il REI (il reddito inclusione sociale introdotto dai Governi Renzi e Gentiloni), l'unico vero strumento attualmente esistente di tutela contro la povertà.
Nel frattempo c'è una buona notizia che mi fa piacere condividere: ieri il CNR ha annunciato l'assunzione di 1200 ricercatori precari. Questo risultato è il frutto del lavoro condotto nei quattro anni di governo, delle norme dai noi introdotte e delle risorse stanziate per consentire alle pubbliche amministrazioni di sanare la piaga del precariato storico. Mi auguro che il Governo, almeno su questo, non intenda interrompere questo processo virtuoso e favorisca le procedure di assunzioni nelle diverse amministrazioni.
Di queste cose, della prossima legge di bilancio e soprattutto dello scenario europeo con le elezioni del prossimo anno, mi piacerebbe parlare insieme a voi in un appuntamento che intendo convocare per metà settembre.
Augurandovi buone vacanze, mi permetto di segnalarvi un libro che sto leggendo: "Lavoretti" di Riccardo Staglianò. Ci sono alcuni alcuni passaggi che personalmente non condivido, ma, al contempo, offre uno scenario molto articolato e interessante del contesto attuale e futuro, spiegando bene quanto il tema del lavoro e dell'occupazione, tra innovazione tecnologica, globalizzazione e crisi del 2008, sia fortemente interconnesso con le dinamiche europee e sovranazionali.
A presto.
Marianna