Marianna Madia, ex ministro della Funzione Pubblica e storica esponente del Pd romano, è molto perplessa sulla riapertura delle scuole a breve.

Perché?
Trovo che il dibattito su questo tema sia viziato da ideologismi e superficialità.

Cioé?
Tutti siamo per l’apertura delle scuole. Occorre però fare i conti in concreto con la realtà della pandemia. Le scuole sono luoghi chiusi dove, nonostante il gran lavoro di prevenzione fatto e l’impegno sia del personale docente e non docente che degli studenti, ci si può contagiare come in qualunque altro luogo.

Cosa intende per confronto con la realtà?
Faccio presente tre elementi che stanno favorendo il virus. Primo: usciamo da un periodo durante il quale le famiglie, sia pure fra mille limitazioni, si sono incontrate e inevitabilmente questo porterà a qualche effetto negativo. Secondo: siamo vicini al picco influenzale il che, anche qui nonostante il grosso sforzo per le vaccinazioni, qualche problema agli ospedali lo porterà. Terzo: gira una variante del virus assai più contagiosa, come la Gran Bretagna ha scoperto a sue spese.

E dunque?
Chiedo prudenza di fronte a alla realtà. Sono iniziate le vaccinazioni. La prima priorità è non mettere in pericolo la distribuzione del vaccino che chiede tempo e una organizzazione logistica delicata. E allora davvero dobbiamo chiederci se conviene correre ad aprire le scuole oppure aprirle con estrema prudenza per evitare guai peggiori. Non vorrei che per superficialità oppure per dare segnali sbagliati di vicinanza alle famiglie finissimo per complicare una situazione già difficile.

Ma non crede che un partito di sinistra come il Pd debba puntare ad aprire le scuole?
Io voglio le scuole aperte ma non sulla base di slogan vuoti. E le mie perplessità riguardano non solo le scuole ma più in generale l’incongruenza di messaggi che vogliono chiusi alcuni settori e aperti altri. Ci vuole chiarezza, tempestività e realismo non solo sulle scuole. E infatti vedo che molte regioni frenano sulle aperture.

Cosa vuol dire “non sulla base di slogan”?
In alcune scuole private gli studenti sono sottoposti a screening, a controlli con tamponi rapidi di massa e altro. Bene. Facciamolo anche per le scuole pubbliche allora. Insomma, entriamo nel merito del problema. Guardiamo anche all’estero: in Germania la Merkel ha speso parole di estrema prudenza sulla scuola e la Gran Bretagna ieri ha deciso di far passare tutti gli studenti alle lezioni da remoto.

Oggi l’Istituto Superiore di Sanità ha fornito dati per sottolineare che i focolai nelle scuole sono stati pochi.
A parte che oltre 3.000 focolai scoperti nelle scuole non mi sembrano pochissimi, vedo che le Regioni sono molto preoccupate. Avranno anche loro dei dati altrimenti non mi spiego come anche la Regione Lazio abbia lanciato un appello al rinvio dell’apertura delle scuole. Comunque, sui dati sulla diffusione dell’epidemia nella scuola mi sembra di poter dire che c’è poca trasparenza e questo è intollerabile.

Ce l’ha con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina?
Io vorrei un dibattito privo di ideologismi e di facili aut aut. Anche perché il virus va prevenuto non seguito e dobbiamo batterlo adesso che vediamo la luce del vaccino.