«Leggo che Bettini che senza Conte avremmo un Pd indebolito. Bettini è una delle nostre migliori intelligenze, ma io ora vorrei ragionare su cosa rinforzi il Paese in questo momento. Temo che questo stillicidio di dichiarazioni ultimative da tutte le parti non aiuti a individuare una soluzione seria. Non è mai stato nel nostro Dna mettere il destino di un singolo o un assetto politico davanti al bene comune. Conte è indubbiamente un punto di equilibrio importante e penso sia giusto proseguire il percorso iniziato (scelta non scontata all’epoca) nel 2019, ma vorrei che al centro della discussione ci fosse la soluzione più solida per affrontare il momento più buio per il Paese. A me pare che l’unica maggioranza politica possibile sia ancora solo quella entrata in crisi per una scelta palesemente sbagliata di Italia Viva. Ma non è il momento di far prevalere gli ultimatum». È quanto dichiara la parlamentare del Pd Marianna Madia.

«Non è verosimile proseguire a lungo - prosegue l’esponente Dem - con l’attuale situazione parlamentare: un gruppo eterogeneo di deputati non fa una forza politica, a prescindere dai numeri e dalle alchimie ipotizzabili. Si riparta da dove ci siamo fermati, con responsabilità, per verificare se esistono le condizioni per un rilancio. Piano vaccinale che dia certezze e garanzie, gestione della pandemia, ristori per chi ne ha diritto, la definizione del Recovery».
«Questi sono i temi - prosegue l’ex ministro della funzione pubblica -, su questo si verifichino le condizioni per un accordo politico serio, affidabile e leale. È un compito che spetta anzitutto al Presidente del Consiglio. Ma se Conte non dovesse farcela le scelte del Pd non si possono risolvere a colpi di dichiarazioni. Bisogna tornare in Direzione e decidere insieme che posizione assumere tra tutte quelle percorribili. Non c’è più molto tempo davanti, non sprechiamolo in continuare dichiarazioni, incomprensibili alle persone».