«C'è un dato di fatto: nei prossimi 5 anni andranno in pensione circa 450 mila lavoratori pubblici, una sfida che deve consentirci di evitare una sostituzione sostanzialmente 'automatica’». Così la ministra PA, Marianna Madia, all'ANSA. Dall'Onu, dove rappresenta l'Italia sulla trasparenza, Madia spiega come la riforma della PA già apra a un reclutamento «ordinario, selettivo e ragionato». Ci saranno, sottolinea, «nuovi concorsi, ma nell'ordinario. Non ci sarà bisogno di piani straordinari o di un maxi-concorso».
«Non è detto che se vanno in pensione centralinisti io devo per forza sostituire un centralinista con un centralinista, perché magari il fabbisogno mi dice che serve invece, per esempio, un infermiere o un archivista», chiarisce Madia. Quindi, sottolinea la ministra, «il sottosegretario Rughetti nei giorni scorsi si è limitato a rappresentare» una situazione ben nota agli addetti ai lavori, «desumibile anche dai più recenti studi effettuati, tra gli altri, da Aran e Inps» che prevedono un «picco di pensionamenti» nella P.A, per raggiunti limiti di età, in «virtu' delle norme vigenti».
«C'è cosi' davanti l'occasione per un significativo ricambio nella P.A», evidenzia Madia raggiunta al telefono da New York, dove sta seguendo i lavori del comitato direttivo per l'open government. «Propri perché consapevoli di questa sfida, abbiamo già messo in pista nei mesi scorsi gli strumenti, senza fare una nuova legge o stanziare nuove risorse economiche, per un reclutamento ordinario che, dopo anni di blocchi del turnover e di assunzioni senza concorso, consenta di scongiurare gli errori del passato».

Su questa scia è stato, ricorda la ministra, già previsto «un meccanismo che dia una soluzione definitiva al precariato, attraverso un reclutamento stabile dei tanti lavoratori flessibili impiegati nella P.A». E ancora, nei mesi scorsi è stato stabilito lo «sblocco del turnover per quelle amministrazioni, come i comuni, che ne hanno particolare bisogno». Con la riforma del Pubblico impiego, entrata in vigore quest'estate, è stata introdotta «la nozione di fabbisogno, al posto delle dotazioni organiche, per governare un ricambio non automatico, ma selettivo e ragionato, del personale pubblico, anche consentendo assunzioni straordinarie dove queste servono, come, ad esempio, le forze dell'ordine». Tanto che, evidenzia, è stato già fatto, con le assunzioni extra «sia per le forze dell'ordine che per i professionisti dei beni culturali».

Per Madia «abbiamo posto le condizioni per non dovere far sempre cose in più, ma per avere un ordinario che consente di far entrare in modo ordinario, ordinato e trasparente le professionalità che servono a far arrivare il servizio al cittadino». Si tratta, riconosce Madia, di un «percorso che sarà complesso e difficile, ma siamo convinti che sia la sola strada da seguire». Comunque presto arriveranno le linee guida per i concorsi, con i criteri da seguire per il nuovo reclutamento.