Sono intervenuta, in aula alla Camera, sul decreto milleproroghe presentato dal governo. Tre i temi che ho affrontato:i vaccini, con le continue e pericolose oscillazioni verso posizioni antiscientifiche, che mettono a rischio i bambini;la questione periferie, con il blocco delle risorse già stanziate per progetti importanti, gettando nel caos l’attività dei comuni;il pubblico impiego con la necessità di prorogare le graduatorie dei concorsi pubblici, per dare risposte ai vincitori ancora non assunti.

Camera dei Deputati, 11 settembre 2013

Grazie, Presidente. Colleghi, come ho avuto modo anche ieri in Commissione di sottolineare, io penso che tra i diversi fallimenti di questo Governo ce ne sia uno che rischia di diventare un primato curioso, perché di solito il milleproroghe è uno strumento normativo importante, che viene usato dai Governi per risolvere dei problemi oggettivi e contingenti: per risolverli, se si riescono a risolverli, oppure al più per rimandarli. A me non era mai capitato, in un milleproroghe, di vedere invece dei problemi che venivano creati. E almeno su due temi importanti io credo che il Governo avrebbe potuto rimanere fermo, non far nulla, e avrebbe evitato di determinare dei problemi che poi diventeranno dei problemi molto negativi per i cittadini del nostro Paese.

Il primo tema, che è già stato sollevato da diversi interventi prima del mio, è quello che riguarda i vaccini: ecco, sui vaccini la maggioranza che sostiene il Governo ha dimostrato proprio emblematicamente tutto ciò che racchiude. È una maggioranza prima di tutto ideologica, è una maggioranza incerta, è una maggioranza vittima della rete, dei , dei , è una maggioranza alla fine incapace di assumere una decisione. Voi, infatti, siete partiti con una posizione ideologica, antiscientifica, per me medievale, una posizione che, ovviamente e naturalmente ce lo aspettavamo e così è stato, ha destato molte preoccupazioni nella comunità scientifica, tra le famiglie, nel mondo della scuola - e le audizioni in Commissione da questo punto di vista sono state molto esaustive – e, oltre che queste preoccupazioni, ha suscitato anche per il nostro Paese diverse prese in giro sui giornali internazionali, come se grazie a voi l'Italia fosse diventato un Paese a rischio sanitario.

Quindi, da una parte, in modo netto, inequivocabile, la comunità scientifica del mondo evoluto e, dall'altra, le posizioni della senatrice Taverna, con i rimedi della nonna o, no, mi sbaglio, della zia; cioè voi, tra la comunità scientifica compatta e la zia della Taverna, avete optato in modo ideologico per i rimedi della zia della Taverna.

Poi però avete fatto marcia indietro, vi siete resi conto e noi vi abbiamo detto “menomale, per fortuna”, perché io credo che, quando si cambia idea, quando si corregge un errore, si meriti sempre il rispetto. Tutti noi sbagliamo e, soprattutto su un tema delicato come quello dei vaccini che riguarda la salute dei più deboli, non c'era dubbio che una marcia indietro fosse un fatto positivo. Il problema, però, qual è stato? Che la storia non è finita qui, perché voi, forse per qualche protesta che abbiamo avuto di gruppi sparuti sui che forse hanno mandato in allarme gli algoritmi, insomma, non sappiamo, però avete cambiato per la terza volta posizione.

E l'emendamento che oggi è, di fatto, nel testo che ci proponete e stiamo discutendo, è vero che ripropone l'obbligo, ma, insieme all'obbligo, associa l'autocertificazione. Allora, qui noi ci dobbiamo chiarire su che cosa è l'autocertificazione: perché l'autocertificazione, che è uno strumento importante di semplificazione burocratica e amministrativa, serve al cittadino quando, per evitare di doversi recare in un ufficio a chiedere un documento che attesti una situazione di fatto o una condizione giuridica, può utilizzare questo strumento di semplificazione per evitare magari di perdere del tempo ad andare a chiedere quel documento. Quindi l'autocertificazione non è uno strumento per eludere le norme! In questo testo invece sembrerebbe quasi utilizzato come un garbato invito dello Stato ai cittadini a frodare la legge: perché io ho due figli, ma potete chiedere a tutti coloro che in questi anni hanno portato i loro bambini a fare le vaccinazioni, se il bambino è vaccinato, nel momento in cui il bambino viene vaccinato, nello stesso momento in cui la vaccinazione è effettuata, viene timbrato il libretto vaccinale. Quindi non si capisce che cosa le famiglie dovrebbero autocertificare: dovrebbero solo, se lo hanno vaccinato, e quindi se non vengono spinte a dichiarare il falso, portare un libretto vaccinale che già hanno. Quindi, non si spiega proprio in questo specifico caso l'utilizzo dell'autocertificazione. L'unica cosa che emerge da questa posizione, che oggi, e spero ancora che possiate cambiare idea, sembrerebbe la vostra posizione definitiva, è la vostra irresponsabilità, cioè il fatto di aver soppesato da una parte i vostri calcoli elettoralistici, i gruppi che anche vi hanno sostenuto dei in campagna elettorale, dall'altra invece la salute, in particolare la salute dei bambini e dei bambini più deboli, e di aver scelto alla fine di dar conto ai vostri calcoli elettoralistici. Per questo io ritengo che questa posizione sia una posizione irresponsabile e che vi state assumendo una gran bella responsabilità con questa scelta.

C'è poi il secondo tema su cui io credo voi state creando un problema con lo strumento del “milleproroghe”, che è quello, anche questo già sottolineato in diversi interventi prima di me anche dal collega Padoan, delle periferie. Ecco, io da cittadina e parlamentare romana non posso tacere su questo punto, perché questo punto si sta rivelando (anche alla luce del fatto che fra poco ci sarà un incontro alla Presidenza del Consiglio con l'ANCI, con l'Associazione nazionale dei comuni italiani) ancora una volta frutto di una scelta nata da un ideologismo senza senso, che, attraverso un pasticcio normativo, rischia anche di diventare un caos amministrativo, e quindi di determinare incertezza nei comuni. Altro che risorse che si possono spendere più velocemente: risorse invece che verranno in qualche modo imprigionate nell'incertezza attraverso questo caos normativo e amministrativo. Provo a spiegarvi rapidamente perché io penso questo.

Vedete, c'erano delle risorse stanziate, delle risorse stanziate dai Governi precedenti, ma delle risorse stanziate per i comuni e su progetti che i comuni e i sindaci di tutti i partiti politici avevano scelto per le loro comunità, in particolare per riqualificare nelle loro comunità e nei loro territori le periferie, quindi le zone dove c'è il disagio sociale e l'emarginazione sociale più grande: ecco, con quelle risorse erano stati avviati dei progetti concreti e utili per i cittadini e per quei territori. Quindi bastava stare fermi, bastava non fare nulla per fare bene. Ma siccome voi - ed è qui l'ideologismo senza senso - volete per forza dimostrare di essere più bravi di quelli di prima, avete deciso di bloccare queste risorse: con il risultato sicuro che progetti utili alle città verranno fermati, e con invece la totale incertezza di come e se mai queste risorse verranno usate per altri progetti. Ecco, da questo punto di vista la posizione del Partito Democratico, che è stata una posizione netta e chiara dall'inizio, vedo che si sta diffondendo anche in alcuni parlamentari della maggioranza. Qualche giorno fa il senatore Paragone, del MoVimento 5 Stelle, ha detto: attenzione, a Varese, nella mia città, si rischia di bloccare il progetto più importante che in questo momento sta partendo per la riqualificazione delle periferie di Varese.

E nella mia città invece, che come dicevo prima è Roma, io penso sia un delitto tagliare risorse per gli spazi verdi di San Basilio, di Settecamini, di Collina della Pace, per il progetto sperimentale su nuovi alloggi di Tiburtino III, per la rigenerazione delle aree dei forti (penso a Boccea, a Trionfale), gli oltre 8 milioni per Massimina, i quasi 5 milioni che devono incentivare le microimprese nelle periferie. Ecco, io penso, e - come dire? - non credo che la sindaca di Roma possa pensare il contrario, che bloccare la riqualificazione di queste zone, che peraltro sono zone seriamente compromesse anche dal fatto che in questi anni Roma è una città sofferente, dove i rifiuti sono per strada e gli autobus prendono fuoco, penso che almeno portare avanti la riqualificazione di queste periferie dovrebbe essere davvero un interesse collettivo fuori da spirito di parte o da etichette politiche.

Vorrei chiudere poi su un terzo tema, che è quello del pubblico impiego. È il tema su cui in questi anni ho avuto l'onore e la responsabilità di prendere delle decisioni, e sto apprezzando molto (anche qui lo dico senza spirito di parte) le scelte della Ministra Bongiorno, che, almeno nelle interviste che ha rilasciato, sta dimostrando di voler agire in assoluta continuità con le scelte che abbiamo compiuto negli anni precedenti. Io credo che bisogna confermare lo sblocco del delle assunzioni, che con i nostri anni di governo abbiamo introdotto, e spero davvero, così come ha detto la Ministra Bongiorno, che non ci sia un ripensamento nella prossima legge di bilancio, cioè che non si usino le risorse per le assunzioni nella pubblica amministrazione che noi abbiamo previsto per coprire altre misure. Così come penso che, come previsto dalla riforma della pubblica amministrazione, che abbiamo approvato negli anni scorsi, bisogna poi assumere nella pubblica amministrazione, seguendo i fabbisogni, quindi seguendo le professionalità, che servono davvero alle diverse amministrazioni: anche questo è stato ribadito dalla Ministra Bongiorno, e penso che sia un bene, a maggior ragione in un settore come la pubblica amministrazione, non interrompere dei progetti di riforma, ma attuarli fino in fondo. E proprio in considerazione di questo, credo che non si possa non considerare che, gli anni dopo il 2008, di blocco delle assunzioni, hanno generato tanti vincitori di concorso non assunti; solo nelle amministrazioni centrali erano migliaia. Noi nei nostri anni di Governo ne abbiamo assorbiti molti, ma ancora ne rimangono qualche centinaio, e parlo delle amministrazioni centrali; e non è giusto che queste persone nel limbo rischino di rimanere deluse dal fatto che le graduatorie vanno a scadenza. Sottolineo anche che in futuro non si genererà più il paradosso del vincitore di concorso non assunto, perché, con la riforma della pubblica amministrazione, abbiamo abolito la doppia autorizzazione a bandire e ad assumere, oggi c'è un'unica autorizzazione; però è importante che chi già era intrappolato in questi meccanismi possa essere assunto. Per questo io avevo presentato un emendamento per la proroga delle graduatorie. Penso e spero che, siccome il Governo ha già annunciato che presenterà un altro “milleproroghe”, ci possa essere spazio per questo emendamento nel prossimo “milleproroghe”. Non c'è una scadenza immediata: va benissimo farlo alla fine dell'anno, non è un problema come i vaccini e le periferie che avete creato e che potevate non creare, ma è un tema importante e per questo volevo sottolinearlo insieme agli altri .