Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno. Ci sono domande, che tutti ci stiamo ponendo, a cui il governo non può sottrarsi: vogliamo sapere dove vanno le persone del CARA di Castelnuovo di Porto.

Al Ministro dell’Interno,
premesso che,
sono in corso dall’alba di martedì 22 gennaio le operazioni di sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto, una struttura situata tra la Tiberina e la Salaria a nord di Roma, che sembrerebbe ospitare attualmente circa 800 persone tra donne, uomini e bambini;
tale notizia ha destato grave allarme sociale per la mancanza di un adeguato preavviso e per le modalità con cui è stata condotta, nonché per l’assoluta incertezza in merito alla destinazione di soggetti comunque vulnerabili, tra cui numerosi bambini che, secondo quanto appreso direttamente da taluni dei sottoscrittori del presente atto, frequentavano la scuola ed erano integrati nel tessuto sociale;
incerta è la destinazione dei soggetti ospitati anche in relazione allo status giuridico dei diversi ospiti del centro: accanto ai richiedenti protezione internazionale vi sarebbero stati, infatti, diversi titolari di permesso di soggiorno umanitario – una tipologia di permesso di soggiorno abrogata come è noto, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 (cd. Decreto sicurezza”) - che si troverebbero ora con il rischio concreto di finire per strada, essendo stati privati della possibilità di rinnovarlo, e non potendo accedere ad altre forme di protezione internazionale;
la vicenda di Castelnuovo di Porto ha nuovamente portato alla ribalta come disumanità e ideologia - lungi dal contribuire alla gestione e alla risoluzione dei problemi che affliggono chi fugge da guerre e torture, fame o povertà – rischiano solo di mortificare ulteriormente e gettare nella disperazione, persone già profondamente ferite e che stavano finalmente cercando di ricostruirsi una vita come, nel caso di Mouna, la giovane Somala ospitata provvisoriamente dal sindaco di Castel Nuovo di Porto, che dopo la licenza di scuola media, la perfetta integrazione nel tessuto sociale, e l’iscrizione alle scuole superiori serali, rischia ora di restare priva di ogni forma di protezione e alloggio;
considerata l’assoluta incertezza riguardo numeri, status e destinazione,
si chiede di sapere :

- quanti esattamente erano gli ospiti del centro al momento dell’inizio delle operazioni di sgombero;
- quale l’esatta destinazione di ciascuno;
- quale lo status giuridico riconosciuto a ciascuno di loro;
- quanti sono coloro che non potranno rinnovare il permesso di soggiorno per motivi umanitari in applicazione della nuova normativa e, per questi ultimi, nell’immediato, quale sia la loro esatta destinazione.