Il pubblico impiego torna ad assumere. Dopo anni di blocco del turn over, l’invecchiamento dei dipendenti pubblici, che con un’età media di 50 anni sono i più anziani d’Europa, e la necessità di ammodernare la pubblica amministrazione hanno portato all’apertura di una nuova stagione di reclutamento. Del resto, secondo le previsioni della Ragioneria generale dello Stato, nei prossimi 5 anni andranno in pensione 450 mila dipendenti pubblici, in pratica uno ogni sette.

La riforma Madia, per evitare gli errori del passato, ha previsto, oltre alla stabilizzazione dei precari storici, nuove procedure di selezione tese a coprire i fabbisogni reali e a valorizzare le conoscenze linguistiche e digitali. Ieri la stessa ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno firmato il decreto che autorizza concorsi in varie amministrazioni, dall’agenzia delle dogane al ministero dell’Interno, passando per l’Inail.

Tra posti sbloccati e messi a bando se ne contano oltre 1.890, da quest’anno al 2020. Inoltre, il provvedimento libera risorse che potrebbero valere altre 450-500 assunzioni, dicono i ministeri. Il decreto fa seguito ad altri analoghi che hanno già sbloccato le assunzioni presso l’Avvocatura dello Stato, i ministeri degli Esteri e della Salute, Inps e Ispettorato del lavoro. Mercoledì, intanto, dovrebbe entrare nel vivo la trattativa per il rinnovo del contratto dei dirigenti pubblici. Si parla di aumenti medi mensili di 250 euro. Che saranno però accompagnati da nuovi sistemi di valutazione e responsabilizzazione.
Della serie, qualcosa si muove anche nella Pa.