Foto di Stefano Corso
Foto di Stefano Corso

VIAGGIO NELLA RIFORMA DELLA PA

Un decreto legge, una legge delega e 26 provvedimenti attuativi approvati. Questi sono i numeri della riforma della pubblica amministrazione che ha concluso la sua fase normativa ed è entrata nella fase dell’attuazione

Ma non sono il grande numero di decreti approvati o la loro puntuale descrizione a spiegare la riforma.

E’ altro il modo di rappresentare ciò che abbiamo cambiato.

Quando nel 2014 è stata lanciata la riforma, è cambiata la prospettiva. Alla PA si è guardato con gli occhi di chi riceve un servizio, ricerca un’informazione o attende una risposta.

Dopo aver promosso una grande consultazione pubblica, il nostro lavoro si è concentrato su cinque grandi pilastri: innovazione tecnologica, semplificazioni, trasparenza, riduzione delle società partecipate inutili e regole del lavoro dei dipendenti pubblici. Assi apparentemente distinti, ma in realtà strettamente connessi, che cambiano il modo di interagire tra pubblico-privato.

Assicurare tempi certi di risposta con la nuova conferenza dei servizi; consentire ai cittadini di accedere ai servizi pubblici con uno smartphone; riconoscere alle persone il diritto di conoscere dati e documenti della PA (il cd FOIA); rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici per restituire motivazioni al personale e sanare il precariato storico della PA, avendo al contempo reso davvero efficaci le sanzioni disciplinari come nel caso di chi truffa sulla presenza in servizio e reso più severo il sistema delle visite fiscali; ripensare le norme sul reclutamento e sulla valutazione nell’ottica della qualità dei servizi che occorre offrire alla collettività.

Ma l’approvazione di una riforma, di per sé, non significa aver portato il cambiamento se le norme restano sulla carta e le persone non possono beneficiare dei nuovi diritti. Per questa ragione la fase dell’attuazione è importante al pari della fase normativa. I cambiamenti sono dei processi, occorre la pazienza e la dedizione nel monitorare le norme, ascoltare i cittadini, gli imprenditori, i corpi intermedi, assicurare la collaborazione e supportare costantemente i territori, le singole amministrazioni.

Il tempo dell’attuazione è – dopo la consultazione e l’approvazione – il “terzo tempo” della riforma. L’implementazione della riforma è già in atto: abbiamo strutturato un sistema di monitoraggi sull’attuazione delle norme e costruito un processo virtuoso di confronto costante con i territori. Questo lavoro evidenzia risultati importanti: aumentano i cittadini che attivano il Pin unico e utilizzano i servizi digitali; aumentano le conferenze dei servizi che si concludono rapidamente; cittadini e imprese riescono ad avviare una attività commerciale e edilizia in modo più semplice di prima grazie ai moduli unici; aumentano le richieste di FOIA da parte di cittadini e associazioni e i tempi di risposta delle amministrazioni si riducono; si è avviato concretamente il piano di riduzione delle società partecipate che porterà alla chiusura di una partecipata su tre.

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