La riforma introduce nuove misure per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che le amministrazioni pubbliche sono chiamate ad attuare. Le amministrazioni pubbliche, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, devono adottare misure organizzative affinché entro 3 anni, in ciascuna amministrazione, fino al 10% dei lavoratori pubblici che lo richiede possa avvalersi delle nuove modalità di lavoro agile, mantenendo inalterate le opportunità di crescita e di carriera.