Nell’ambito della riforma del lavoro pubblico si inquadra anche il percorso per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo da otto anni. Il rinnovo del contratto è stato sin dall’inizio uno degli obiettivi principali al quale si è lavorato con un percorso partito dalla riduzione dei comparti di contrattazione (da 11 a 4), l’individuazione delle prime risorse economiche, sino ad arrivare dall’approvazione del testo unico del pubblico impiego, che ha modificato le norme che – sostanzialmente – impedivano la ripresa delle trattative. Una tappa fondamentale di questo percorso è stato l’accordo con le organizzazioni sindacali del 30 novembre 2016, che ha sancito l’intesa sul rinnovo della parte economica del contratto, sul riequlibrio delle fonti che regolano il rapporto di lavoro (superando le rigidità previste dalla riforma Brunetta) e prevista la corresponsabilizzazione del sindacato su materie importanti come il contrasto all’assenteismo e gli incentivi alla produttività.

Lo scorso dicembre è stato firmato il nuovo contratto per il comparto funzioni centrali e, a fine gennaio 2018, quello per i lavoratori della sicurezza e della difesa. Siamo al lavoro per arrivare alla sottoscrizione del nuovo contratto anche per gli altri comparti della PA.