I social sono uno strumento utile ma parlare con le persone, guardarle negli occhi, vedere i luoghi è ancora e sempre la cosa più importante per chi fa politica. Ieri è stata una bella giornata a Civitavecchia insieme alla nostra comunità democratica qui presente. La ringrazio perché, come succede in tutta Italia, ci dà l’opportunità di avere un forte radicamento nei territori. È grazie ai tanti dirigenti e militanti che possiamo affrontare una campagna elettorale difficile perché breve, in cui dovremo convincere le persone della bontà delle nostre idee, delle nostre proposte, di come intendiamo stare dalla parte di chi non ce la fa, di chi purtroppo fa fatica, di chi combatte per un diritto negato.

Con i segretari Pd Piero Alessi e Gd Matteo Vecchi, i candidati all’uninominale Alessandro Mazzoli e Linda Ferretti, Nicola Santarelli, candidato insieme a me al plurinominale, Paola Rita Stella, Enrico Luciani e Patrizio Scilipoti, i consiglieri regionali Michela Califano ed Emiliano Minnucci, Andrea Sgrulletti della segreteria Pd Lazio, e molti altri, abbiamo visitato parti importanti del tessuto produttivo locale e il cuore pulsante di questo territorio: il porto. Un’area importantissima di lavoro e sviluppo, tra le più colpite dalla crisi pandemica, che adesso sta ripartendo e continua a essere un riferimento per il turismo e il commercio in tutta Italia. Qui si gioca una delle partite fondamentali per noi e per il futuro del nostro Paese. Abbiamo le risorse del PNRR in arrivo e dobbiamo farci trovare pronti, per sfruttarle al meglio e dare una spinta decisiva al tessuto economico locale. C’è un rischio enorme che dobbiamo evitare a tutti i costi: la destra continua a dichiarare di voler rinegoziare il PNRR, di fatto rischiando di farci perdere tutte le risorse a disposizione. Non possiamo permettercelo. Parliamo di risorse necessarie per la crescita sostenibile di aree come quella di Civitavecchia, importantissime per creare un ecosistema che funzioni, che sia in grado di creare opportunità e di difendere la dignità del lavoro.

Questa la nostra sfida, da affrontare con fiducia e gentilezza, per far capire alle persone che c’è chi tiene veramente al bene di questo Paese. La campagna vera inizia ora. Siamo pronti.

Ps: La destra anche ieri ha fatto la destra con i suoi metodi: insulti. Loro fanno così: attaccano le fragilità chiamandole “devianze”, costruiscono una narrazione in cui c’è un “noi” e un “loro”, offendono le donne come con me, chiamandomi “bambola pechinese”. Non hanno idee, vivono sulle paure delle persone. La destra ha una visione reazionaria e passatista della società ma noi non dobbiamo cadere nell’errore di rincorrerli nella rissa, dobbiamo mantenere la nostra identità. Ringrazio chi mi ha dimostrato affetto e solidarietà, tra cui il segretario regionale Bruno Astorre nella conferenza stampa di ieri e tante e tanti altri in modi diversi. Abbiamo chiesto a Giorgia Meloni come crede di governare con una classe dirigente così, non abbiamo ricevuto risposta. Andiamo avanti e parliamo d’altro ma non rinunceremo a denunciare ogni volta che a parole e nei fatti metteranno in discussione i diritti, l’uguaglianza e il rispetto verso tutti gli esseri umani.