Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano personalità, affetti, solidarietà, conoscenza dell’altro. Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico come ha ricordato il Presidente Mattarella. Non c'è definizione migliore di quella data dal Presidente della Repubblica. La scuola, soprattutto quella pubblica, è la base dello sviluppo della nostra democrazia. E allo stesso tempo il primo luogo dove vanno combattute le diseguaglianze per evitare che invece di essere superate siano rafforzate. Per questo la scelta della Regione Lazio e del Comune di Roma di aumentare sensibilmente le risorse a disposizione delle famiglie, soprattutto quelle più fragili, per la fornitura gratuita - totale o parziale - dei libri di testo è una notizia che va raccontata a tutti, proprio in un momento così difficile di crescita dei prezzi dei beni e dei servizi. Prendersi cura della scuola pubblica significa perciò prendersi cura del Paese. Ma questa cura, per me, passa anzitutto da una grande riforma: il diritto al tempo pieno. Diritto al tempo pieno vuol dire una più completa offerta formativa pubblica: musica, inglese, arte, sport. Diritto al tempo pieno significa offrire a tutti la possibilità di far crescere bambine e bambini con tutti gli strumenti oggi indispensabili per affrontare domani il mondo del lavoro. Un diritto per tutti, non solo per chi può e sceglie di rivolgersi all’offerta privata.

Diritto al tempo pieno significa anche aumentare l’occupazione femminile, perché una scuola che forma e impegna in modo serio i bambini anche nelle ore pomeridiane consente a entrambi i genitori (e non solo a uno) di lavorare senza dover scegliere tra carriera e famiglia.

Perciò il tempo pieno non è solo una riforma della scuola, è la riforma di un modello sociale che deve assicurare pari diritti a tutti e rendere più semplice, in primo luogo alle donne, la conciliazione dei tempi di vita. E’ da questa riforma strutturale del nostro sistema scolastico che possiamo mettere le basi per una società più equa e competitiva. Con Mila Spicola provo a spiegarvi in poco più di un minuto perché è così importante. Il vostro voto il 25 settembre è anche un voto per la scuola a tempo pieno.