Ho aderito alla staffetta di solidarietà donne afgane libere delle parlamentari italiane, organizzata dalla commissione del Senato della Repubblica per la tutela e la promozione dei diritti umani.
Oggi come vent’anni fa, i talebani, hanno nuovamente imposto alle donne di coprire il volto in pubblico.
È tornato il regime oscurantista: alle donne è impedito di lavorare, di partecipare alla vita pubblica, di andare a scuola. Agli uomini è affidato il controllo sul loro corpo.
Siamo al fianco delle donne afgane che scendono coraggiosamente in piazza per rivendicare i loro diritti contro il ritorno ad un passato patriarcale e conservatore.
A noi spetta il compito di non far spegnere i riflettori su quanto sta accadendo.